La guerra è finita, Troia è stata infine abbattuta. Vinta, non in battaglia ma con l'inganno, ora è un'unica maceria.
Le persone che la popolavano morte in gran parte, i sopravvissuti fatti schiavi e trascinati dietro il carro dei vincitori.
Gli stessi Greci sono stremati, la vittoria forse è costata un prezzo troppo alto, che non hanno ancora finito di pagare...
In tutto questo un unico sentimento irrompe prepotente alla coscienza: tornare a casa.
Così Agamennone, Ulisse e tanti altri, ognuno per suo conto, si accingono a fare ritorno in patria.
Diomede è fra questi: ordina che le sue navi volgano la prora verso Argo che, pensa, ha aspettato il suo re anche troppo a lungo.
Ma, quando vi giunge, la nazione, i suoi sudditi e la sua stessa famiglia lo respingono: loro sono andati avanti, il popolo ha un altro re, la regina un altro sposo.
Rinnegato, ricacciato indietro da quella che non è più la sua terra, Diomede non può far altro che allontanarsi.
Ha distrutto la patria dei Troiani ed ora gli viene sottratta la propria: il destino impone a lui e agli altri Greci un contrappasso pesante.
Le sue navi solcano i mari conosciuti e, attraversando l'Adriatico, alla fine approdano presso una terra calda, semplice, stretta fra il mare e le colline, che somiglia in qualche modo ai luoghi natii.
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Gli abitanti lo accolgono ospitali. I fantasmi del passato hanno smesso di inseguirlo e Diomede pensa che qui, forse, gli sarà concesso dimenticare e ricominciare.
Le ceneri di Troia seppelliranno forse il suo passato, ma la perizia di questo popolo può salvarlo dall'oblio, prosperando sotto la sua guida e consegnando alla storia il nome di Diomede: queste opere, questi vasi serberanno per sempre la preziosa memoria di Argo e del suo principe...
Ma la vendetta di Troia in fiamme si è compiuta sino in fondo: la terra di Puglia ha donato arte e storia al mondo, ma molti dei suoi tesori hanno subito lo stesso destino degli eroi greci, dispersi nei musei e nella memoria e del re Diomede non è rimasta che una pallida leggenda che aleggia appena tra le pietre e gli ulivi.
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