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Il delitto di Lord Savile di Oscar Wilde

...Era ormai un anno che Stephen Carter era giunto a Londra da... , assunto dal St.James per seguire la cronaca mondana della capitale, ma non riusciva a sentirsi completamente a proprio agio mentre aspettava di fare la sua denuncia...
"Agente McCanney, lei sarebbe..."
"Stephen Carter, cronista del St.James"
"Cronista... di che?"
"Ehm... cronaca mondana" Carter si sentiva piccolo piccolo.
"Cronaca mondana, eh? Bene, bene... " ridacchiò l'agente. "Mi hanno detto che voleva denunciare un omicidio. Beh, non potendoci scrivere sopra un pezzo..."
Carter decise di ignorare la sottile ironia, concentrandosi sul suo racconto.
"Tutto è iniziato la scorsa primavera: una notte mi ero fermato ad osservare un annuncio segnaletico per favorire la cattura di un assassino.
Avevo notato un giovane benvestito che procedeva nella mia direzione senza badare a niente e a nessuno e all'inizio non ci feci caso; però era mortalmente pallido e quando giunse davanti alla palizzata su cui era affisso l'annuncio, diventò una vera maschera di terrore..."
"I fatti, signor Carter, i fatti."
"Sì" Carter deglutì con una certa difficoltà.
"Si voltò, tornando da dove era venuto, e io cominciai a seguirlo, non so neanche io perché. Continuammo a girovagare tutta la notte tra vicoli bui, case fatiscenti..."
McCanney tossì eloquentemente...
"Si diresse verso Belgrave Square: il sole era già sorto e pian piano la convinzione iniziale che quel giovane potesse nascondere qualche orribile segreto aveva lasciato il posto alla delusione e alla rabbia per aver buttato al vento una buona notte di sonno e così, quando lo vidi entrare in una bella casa mi diedi dello stupido e tornai alla locanda presso la quale soggiornavo per riposare qualche ora prima di riprendere il mio posto al giornale.
Il giorno dopo controllai le mie finanze, incredibilmente ridotte dopo il viaggio dalla provincia e il pagamento del mese di affitto..."
"Giornalista...di cronaca mondana...di provincia: è il mio giorno fortunato!".
Questa volta fu Carter ad innervosirsi: "Senta, lei può fare tutta l'ironia che vuole, ma sono un giornalista di cronaca mondana, e la cronaca mondana vive di articoli sul modo in cui Scotland Yard tratta i cittadini che vogliono collaborare..."
Era il turno di McCanney di deglutire. Carter riprese il racconto con calma.
"Stavo dicendo...Ah, si.Dovetti abbandonare le fantasie notturne: mi recai al Buckingham, come inviato del St.James, dicendomi che qualche ora di sana e assoluta noia mi avrebbe fatto ritrovare il senso della realtà. Mezzogiorno era già passato da un pezzo e mi apprestavo ad uscire dal club, quando mi imbattei nuovamente nel mio uomo, questa volta apparentemente riposato e tranquillo: rimasi nel vestibolo quanto bastava per sentirgli ordinare una limonata...e un trattato di tossicologia."
Istintivamente McCanney raddrizzò la schiena.


"Lo seguii nella biblioteca, dove finsi di esaminare alcuni volumi, mentre lui attendeva su una poltrona. Dopo alcuni minuti il cameriere gli si avvicinò parlandogli sommessamente: non sentii quello che diceva, ma dall' espressione contrariata dell' interlocutore capii che la sua richiesta non era stata soddisfatta; difatti di lì a poco si alzò avvicinandosi agli scaffali, esaminando i dorsi dei libri, fino a quando non ne estrasse due e si mise a sfogliarli con attenzione: doveva aver trovato quello che cercava, poiché ad un tratto appuntò qualcosa sul polsino della camicia e, rimessi a posto i volumi, uscì con una certa fretta."
"Ha avuto modo di controllare qual era il libro che lo aveva interessato?"
"Una copia della Tossicologia di Erskine, curata da Sir Matthew Reid."
"Ha continuato a seguirlo?"
"Si, lo vidi entrare nella farmacia Pestle and Humbley: aspettai in strada e poi lo vidi mettere qualcosa in una bombonierre e buttare via l'involucro precedente..."
"Che lei avrà raccolto."
"Il preparato era a base di aconitina"
"Un comune calmante, insomma"
"Un calmante sì...ma altamente tossico in caso di sovradosaggio"
McCanney sorrise suo malgrado: quel ragazzo era meno sciocco di quanto sembrasse.
"E poi?"
"Continuai a seguire il giovane fino a quando lo vidi entrare in un' elegante casa di Curzon Street, da cui uscì poco dopo con aria tranquilla."
"Continuò a seguirlo?"
"No, preferii restare vicino alla casa: mi aspettavo di sentire qualcosa di insolito, di vedere trambusto...Ma vidi solo arrivare un certo numero di carrozze e poi i preparativi per quella che sembrava una cena di gala."
"Ragazzo mio, forse abbiamo lavorato un po' troppo di fantasia..."
"Anch'io cominciavo a pensarla così, ma ero deciso a saperne di più..."
"E come ha fatto con il suo lavoro?"
"Un biglietto dove spiegavo di dovermi allontanare per motivi di famiglia. Il giorno dopo scoprii facilmente che avevo a che fare con un protagonista della cronaca mondana londinese: Lord Arthur Savile"
"Chi sarebbe?"
"Un rampollo di una famiglia nobile, ricco, fidanzato con Sybil Merton, tra gli ospiti preferiti nelle riunioni dell' alta società: giusto la sera in cui lo avevo visto per la prima volta era annoverato tra i partecipanti ad un ricevimento di Lady Windermere..."
McCanney lo interruppe piuttosto seccato:"Mi scusi...proprio non ho tempo per le chiacchiere..."
"La prego di avere ancora un po' di pazienza...vede, quella sera la padrona di casa aveva offerto ai suoi ospiti un interessante diversivo: il signor Septimius Podgers."
"Il chiromante?!"
Carter si accorse di aver colpito nel segno.


"Adesso viene il bello: il 18 maggio sul Times apparve il necrologio di Lady Clementina Bauchamp, cugina di Lady Savile, spentasi nella sua casa di Curzon Street"
Il poliziotto ebbe un sussulto."Il veleno..."
"Mi sono dimenticato di dire che i giornali di quei giorni riportarono anche la notizia del rinvio delle nozze di Lord Savile, che peraltro sembrava sparito nel nulla".
"Ma...il movente?"
"La casa di Lady Bauchamp sarebbe stata ereditata da Lord Savile...ma lui è già molto ricco."
"E allora?"
Il giornalista si strinse nelle spalle.
"Cominciai a controllare tutti i personaggi che frequentavano gli stessi ricevimenti di Lord Savile: diversi giorni passati controllando la cronaca mondana, poi scoprii che proprio tra gli ospiti di Lady Windermere era annoverato il Conte Ruvaloff."
"Ruvaloff,eh?"
"Credo sia una vostra vecchia conoscenza"
"Sono mesi che cerchiamo di dimostrare il suo ruolo di agente nichilista..."
"Mi inventai un articolo sulla biografia di Pietro il Grande che il Conte stava scrivendo e ottenni un incontro.
Come cronista di cronaca mondana, feci qualche domanda sulle chiacchiere che giravano per il doppio rinvio delle nozze di Lord Savile: preso alla sprovvista Ruvaloff parlò genericamente di problemi personali che l' amico doveva risolvere."
"Intanto passavo gran parte del giorno al Buckingam e il venerdì rividi Lord Arthur che si appartava con le copie serali di tutti i maggiori quotidiani.
Non avendo altra traccia, lo pedinai fino a casa e poi, a sera, di nuovo al club: qui vidi il portiere consegnargli una lettera che lui lesse poi strappò con foga."
"La raccolsi, ma riuscii solo a ricostruire la parola "esplosivo"."
In realtà, il cronista aveva letto anche il mittente, Herr Winckelkopf, ma lui era lì per denunciare un omicidio, non per regalare informazioni a Scotland Yard...
"E poi?" lo incalzò l' agente.
"Beh, continuai a seguirlo lungo l' argine del fiume...potevano essere circa le due, eravamo vicino all' obelisco di Cleopatra e c'era un uomo poggiato al parapetto...
All' improvviso Lord Savile lo afferrò per le gambe e lo scaraventò in acqua!"
Il poliziotto inaspettatamente non reagì, limitandosi a chiedere: "perché non l'ha denunciato?"
Il cronista si morse le labbra: perché non l'aveva denunciato subito?
"Ero così stanco e tutto era così assurdo che avevo il dubbio di aver sognato..."
"E adesso, come mai è così sicuro?"
"perché ho letto questo"
Mostrò un articolo del St.James: "Suicidio di un chiromante".
L'agente lo lesse, guardò con aria truce il cronista, poi fece un rumoroso sospiro e scoppiò a ridere!


"Ragazzo mio, lei è sprecato per la cronaca mondana: dovrebbe scrivere!"
"Ma...quello che le ho raccontato..."
‘Oh sì, molto, molto interessante. Un rampollo della buona società di Londra che improvvisamente decide di darsi al crimine invece di sposarsi...omicidi architettati e mai eseguiti, vittime che muoiono serenamente nel proprio letto o si suicidano, veleni, esplosivi...Ah, dimenticavo, il rivoluzionario russo..."
Il cronista stava per replicare, quando il viavai nel commissariato si fece ad un tratto più frenetico.
"Agente McCanney, ci risiamo. Jack è tornato."
Il volto dell' agente perse ogni traccia di sorriso.
Si alzò per andarsene, poi, come ripensandoci, si rivolse al cronista.
"Senta, facciamo una cosa: ora non possiamo permetterci di verificare la Sua storia, però, se vuole, può venire con noi...forse non dovrà più occuparsi di cronaca mondana se sarà il primo giornalista ad arrivare sul luogo del nuovo delitto di Jack lo Squartatore."


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